Carbossiterapia & Cellulite

Carbossiterapia & Cellulite2020-03-13T10:26:29+00:00

INDICAZIONI

Cellulite, adiposità localizzate, lassità cutanea, insufficienza venosa

AZIONE

Lipolitica, flebotonica, rigenerante

DURATA DEL TRATTAMENTO

20-30 min per seduta

ANESTESIA LOCALE

Non necessaria

PERIODO CONSIGLIATO DELL’ANNO

Tutto l’anno

Carbossiterapia & Cellulite

La carbossiterapia risulta essere un trattamento con un’ampia varietà di indicazioni in campo estetico e di certo rappresenta un trattamento tra i più utilizzati nel trattamento di cellulite, adiposità localizzate lassità cutanea, insufficienza venosa. Sfrutta l’azione curativa di un gas, l’anidride carbonica che viene  iniettata per via transcutanea mediante un ago sottile. Nel trattamento della cellulite l’anidride carbonica viene somministrata a livello del tessuto adiposo ed erogata attraverso un apposito macchinario che consente una regolazione del flusso (C02/min) in funzione degli obiettivi estetici.

L’effetto biologico finale secondo alcune leggi biodinamiche che regolano lo scambio tra vasi sanguigni e tessuto è quello di un’iperossigenazione dei tessuti grazie alla riperfusione dei microcapillari che vengono riaperti e perfusi dal gas. Questo meccanismo stimola la lipolisi e migliora gli scambi di sostanze utili tra sangue e cellule.

Il trattamento è assolutamente sicuro tanto che non vi sono controindicazioni di alcun tipo in una donna sana.

Sono indicate 10 sedute settimanali, della durata di 15-20 minuti ciascuna nella fase di attacco e richiami mensili successivi.

E’ un trattamento che può essere eseguito in maniera complementare ad altri (vedi mesoterapia) per il potenziamento del risultato.

Cellulite e Adiposità Localizzate

CHE COS’È LA CELLULITE O PANNICULOPATIA EDEMATO-FIBROSCLEROTICA (P.E.F.S.)?
La cellulite (P.E.F.S) è un disturbo estetico del sottocute della donna, con un andamento evolutivo a partire dalla pubertà.

Si classifica in 4 stadi di gravità e si presenta come una fastidiosa “buccia d’arancia” nei primi stadi, fino alla cute cosiddetta “a materasso” caratterizzata da pallore, edema, dolore alla palpazione e noduli. Tipicamente la “cellulite” si sviluppa nella regione glutea e dei fianchi, cosce, addome e talvolta braccia. Peggiora quando c’è un sovrappeso ma è presente anche in donne magre rivelando come non sia solo una questione di grasso in eccesso.

Infatti il danno dei tessuti origina da disordini della circolazione (microcircolazione venosa), che determinando un’alterazione degli scambi cellulari (ingresso nella cellula di sostanze utili ed eliminazione delle scorie del metabolismo), favorisce un ristagno di liquidi (edema) che peggiora ulteriormente i precedenti passaggi (fibrosi reattiva) e quindi lo stadio della cellulite.

PERCHÉ SOLO IL SESSO FEMMINILE?
É una questione anatomica, cioè le donne hanno una strutturazione del tessuto adiposo diversa dagli uomini (retinacula cutis con decorso radiale) che le predispone sotto la sollecitazione ormonale e altri fattori, a sviluppare cellulite. Recenti ricerche hanno dimostrato inoltre che esiste un’ereditarietà della cellulite, cioè una predisposizione familiare scritta nel nostro codice genetico.

CHE COSA SI PUÒ FARE PER COMBATTERE LA CELLULITE?
Esistono molti fattori modificabili che possono influenzare lo sviluppo della cellulite e che sono per lo piu’ subordinati alle nostre abitudini di vita, quindi dipendenti dalla nostra volontà: l’alimentazione, l’esercizio fisico, la postura scorretta, l’assunzione prolungata di estro-progestinici, il fumo, abbigliamento e calzature scomode.

Sovrappeso e insufficienza venosa sono altresì da considerarsi come fattori modificabili, di competenza medica.

Detto che la cellulite dipende da un’alterata funzione di tessuti (adiposo e cutaneo) e apparati (sistema venoso e linfatico) è necessario che il medico valuti il programma di trattamento più indicato per ciascuna paziente , in funzione di tutti i fattori sopra descritti.